Brani

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Vetrine

Un pezzo pazzesco!
Non ci sono altre parole che possono descrivere questa canzone... 6 minuti dove si può ascoltare di tutto e suonato con una qualità incredibile!

Si parte con il classico stile "ballad", con una chitarra classica a fare da sfondo con rif davvero di gran gusto per sfociare nell'energia del ritornello con il distorsore a farla da padrone, ma il top lo si respira nei due incisi dove la tecnica di Fabio serra fa, letteralmente, cantare la chitarra: tapping, leva, banding e pullof.. sono il visibilio di quelli che amano i virtuosismi "chitarristici".

Go Back Home

Gli amanti del rock un pochino più tosto non potranno che saltare sulla sedia nel sentire questa traccia...
Gli Acid brains rappresentano una splendida e, soprattutto, longeva realtà del panorama rock italiano.

Questa band, atttiva ormai sin dal 1997, scarica tutta la sua energia in un cocktail di chitarre sì, distorte, ma assolutamente ben curate, una ritmica precisissima e di grande energia ed atmosfere che oscillano tra il malinconico e l'arrabbiato.

Agamennone

Energia pura è l'unica maniera con la quale si può descrivere questo brano dei "riservato....

"Agamennone" rappresenta il classico esempio di come un genere, non certo nuovo, come il "rock", se ben fattto, regala emozioni davvero intense.
Chitarre al fulmicotone, drumming di grande intensità e classe, accompagnano la voce di Massimo torchio in un vorticare di adrenalina musicale a tutto tondo!

Buio

Ritmo incalzante, quasi inquietante!
Questo è "buio", un'altra chicca realizzata dai "Sonnocolla" che continuano a proporre il loro sound dalle tinte molto particolari.

questa traccia risulta davvero travolgente nel suo incedere sempre in crescendo che non può che ammaliare gli amanti del genere i quali potranno gustare, anche dal punto di vista squisitamente tecnico, la qualità artistica di questo gruppo in tutti i suoi elementi.

La mala morte

Una delicatezza estrema per un testo di una profondità incredibile!
Questo, in sintesi, si può dire de "La mala morte", una canzone di Jakie Moody che ritroviamo, ancora una volta, ad affrontare temi non certo accattivanti o superficiali.

Una società che corre troppo non si ricorda dei meno fortunati i quali, in troppi casi, finiscono nei guai e vedono le loro bite bruciate e dimenticate in istituti di pena ormmai al collasso.

Ho fatto un sogno

Un'idea decisamente bella e con un fine, a dir poco, nobile.

Un gruppo di artisti legati alla Neverlands Record si è messo assieme per creare un singolo che vuole contribuire, attraverso le sue vendite, al miglioramento di una struttura sanitaria storica come l'ospedale Gaslini di Genova.
Questa struttura pediatrica, da sempre, è legata alla salute dei più piccoli e in questo periodo di crisi, un'iniziativa del genere fa davvero scaldare il cuore.

Nutrire un nulla apparente

Con "Nutrire un nulla apparente" scopriamo una realtà musicale davvero intrigante!
La band sarda, i Sonnocolla, lascia trasparire un progetto musicale di grande qualità e curato nei minimi particolari!

Questa traccia sprizza energia in ogni nota e dimostra come, oltre alla cura del suono e degli arrangiamenti, vi sia una ricerca profondissima anche in quelli che sono i testi, un po' psichedelici e non banali.

Da un lato si nota l'energia insita in chi ama suonare, ma senza trascurare la profondità delle parole.

Le rive della desolazione

Una "ballad" incentrata sul testo, decisamente psichedelico, e su di un arpeggio di chitarra davvero di gran gusto.

Il testo, decisamente introspettivo, risulta di una grande profondità e malinconia; di conseguenza è necessario più di un ascolto per poterne gustare la reale bellezza.

E' palese come il progetto, sia audio che video, di questa formazione vuole percorrere una strada non banale e, sicuramente, non commerciale.

Una sera qualunque

Atmosfere malinconiche, testi forti, rabbia che si fa sentire sotto degli arrangiamenti pop, ma che ricordano molto le atmosfere alla De Andrè o alla Bertoli, degli anni '70.

In una sera qualunque Jake Moody lascia trasparire tutto questo e, va detto, senza troppi veli dialettici.

Nelle parole dell'autore si percepisce anche tanta rabbia verso un mondo che, pare, non capisca il disagio di tanti giovani e che, a testa bassa, corre corre corre senza mai guardarsi attorno.

Uomo di vetro

Con questa canzone, una sorta di filastrocca da ascoltare a volume rigorosamente alto, la formazione "Il Quarto Stato" vuole manifestare quella che, sicuramente, è la sensazione dell'uomo comune al giorno d'oggi.

Ritmo incalzante, chitarre agressive:
questa è la ricetta che la band milanese vuole proporre a chi l'ascolta in maniera, diciamo così, alternativa sì, ma ripercorrendo, in fondo, la strada di un "punk" che riporta chi ha il capello un po' brizzolato, alle atmosfere di protesta degli anni '70.

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