Brani

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Erase me

Il lungo mare di Rimini, luci dappertutto e la massa della gente che cerca il divertimento sulla riviera romagnola...
Colori, musica e sorrisi...

Inevitabile quest'immagine molto rivierasca dettata da un sound molto danzereccio, ma sicuramente curato.

Molto bella la chitarra, con un "flanger" che la rende avvolgente e tipicamente in stile anni '70.

Un ritmo estremamente semplice, ma curato e preciso, fa il paio con il basso che sostiene in toto la linea melodica dominata da un cantato che, nei rif, si completa con i tipici cori che riempiono il tutto.

Mi cascano le braghe

La via emilia, un sabato pomeriggio, un gruppo di ragazzi sfreccia in scooter verso la città per il classico giro del weekend in centro...

Sicuramente un titolo irridente, una linea melodica accattivante, con un ritornello che ti resta nella testa, ma, come direbbero in tanti, c'è "tanta roba" in questa canzone!

qui è pieno di trappole

Un ragazzo fugge, corre, si guarda alle spalle... la rabbia, mista alla paura, infiamma i suoi occhi... Questa può essere un'immagine che viene stimolata ascoltando il singolo di Michel che può rappresentare l'ennesimo grido di una generazione giovane che non vede sbocchi per il futuro e, di conseguenza, si ritrova a vivere una realtà, appunto, piena di trappole! Subito energia, sin dall'intro, dove dei rif di chitarra distorta fanno da biglietto da visita a questa canzone che, però, vede nell'abbinamento "basso/batteria" la vera spina dorsale della linea melodica.

Honey

Una festa di paese di sera, in un angolo della piazza c'è la classica pista all'aperto, dove i ragazzi del posto ballano sotto le luci psicadeliche al ritmo di un dj che mette musica anni '80...

Sicuramente con Honey si riscoprono quelle atmosfere che animavano le discoteche negli anni '80...
Suoni sì elettronici, ma proprio orientati a riportare la memoria in quegli anni dove le fan dei Duran Duran si beccavano con le coetanee che seguivano gli Spandau Ballet ed una camicia Ocean Star faceva il paio con un jeans American Eagle o con un Lewis 501...

Fra le pieghe dei giorni

Un caleidoscopio di colori un po' sfocati, immagini che si rincorrono come in un fil muto, ma con sequenze tra l'onirico ed il futuristico...

Questo singolo, che fa da apripista al terzo lavoro dei Nonzeta, mixa l'energia del rock ad atmosfere un po' "acid" con alla base un'energia che trasuda da ogni nota.

Il pezzo evolve, senza soluzione di continuità, in un rincorrersi di rif di chitarra dalle sonorità un po' dissonanti con una ritmica "lenta, ma violenta" che non da un momento di fiato a chi ascolta.

Jimy

Una spiaggia bianca, all'orrizzonte un temporale in arrivo, il vento scuote le palme e l'aria di mare sferza il viso...

Atmosfere reggae sicuramente, ma con quella graffiante vena rock che rende Jimmy qualcosa di davvero particolare!
Un dialogo continuo tra batteria e chitarra, un incedere deciso a 1000 chilometri allora, ma con un gusto inequivocabile che mette in evidenza un oceano di tecnica e di groove!

Non mi stanco

Un caleidoscopico alternarsi di colori... fotogrammi un po' sfocati per atmosfere decisamente psichedeliche...

Si chiama "Non mi stanco" questo singolo dei Med in Itali che ci propone un sound decisamente unplugged che poggia tutta la sua linea melodica sulla chitarra (potremmo azzardare una Takamine o una Martin) di Nicolò Maffei e sulla sua voce decisamente particolare.

Qualcosa in più

Il centro di una città in un sabato pomeriggio, il sole si riflette sulle vetrine, la gente si muove un po' frenetica cercando non si sa che cosa...

Si chiama "Qualcosa in più" questo singolo dei Maìta che sprigiona groove in ogni sua nota!

Dancing like a fool

Una discoteca un po' malandata... gente che affoga i suoi pensieri nei drinks e nei decibel delle casse...

Non può che essere questa l'atmosfera che Dancing like a fool ci può stimolare visto il tema che l'autore vuole proporre abbinando, in maniera molto sagace, un testo inquietante con un groove in pieno stile "dance".

Ritmica incalzante, suoni un po' "acidi" e tanta energia che vuole sfogare nella frenesia le frustrazioni dei nostri tempi.

L'aria tutta intorno

Un pub di città, un ragazzo osserva, tra le luci un po' soffuse ed un po psichedeliche, una ragazza, pensa che tanto non potrà mai essere notato e... lei si volta e gli sorride...

Si chiamano "La gente" e la loro musica racconta storie di tutti e per tutti unendo un bell groove che ricorda la musica anni '80 e quel filo di anima rock che non guasta mai.

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