Egomostro

Un mercatino rionale, voci e strilli si accavallano in una cacofonia indistinta e quasi isterica...
Tutto si accavalla in una psichedelia fatta di rumori, odori e sensazioni che vanno a comporre un caleidoscopio quasi doloroso...

Ecco arrivare il nuovo lavoro di Colapesce che, dopo maledetti italiani, ci regala altri 4 minuti a dir poco particolari.

Ego Mostro, la traccia che da il titolo a tutto il disco, è un insieme di sonorità che sanno di anni '80, di Africa e di atmosfere proprie dei giorni nostri.

Basso e batteria, sempre molto presenti, caricano la linea melodica di un groove davvero avvolgente e ricco mentre una chitarra stoppata, molto funkeggiante, risulta come un timer che scandisce l'intera durata della canzone.

Un insieme di suoni di sinth, anche analogici, avvolge l'insieme con la solita voce di Colapesce ad assemblarsi con tutto l'insieme il quale, come sempre, risulta assai ben arrangiato con una cura nella scelta delle sonorità che non può passare in secondo piano.

Si consigliano ascolti ripetuti, in cuffia, per cogliere la qualità dell'assieme!

La storia

Se in “Un meraviglioso declino” cercava di creare un ponte tra la tradizione cantautorale italiana e sonorità esterofile che guardavano in maniera esplicita a quelle di certo pop-rock di stampo angloamericano (Wilco, Fleet Foxes, Midlake e tanti altri), con il nuovo lavoro le cose si fanno decisamente più complicate. Lorenzo si riappropria delle proprie radici: l'ambiente del nuovo cantautorato italiano non fa per lui, non vuole essere rinchiuso in una sola definizione.
Il suo approccio alla musica è libero e guarda in mille direzioni diverse, seguendo l'esempio di quelli che sono i suoi veri e propri idoli: Damon Albarn, David Byrne, Mark Hollis, Lucio Battisti, e Franco Battiato. L'unica regola è che non ci sono regole, ogni brano è una storia a sé.

In Egomostro si sente forte l'eco dell'Africa, l'estero più “vicino” alla Sicilia che c'è, e non mancano riferimenti a quel suono di fine anni settanta, inizio anni ottanta, noto ai più col nome di “neapolitan power”. Non a caso, Lorenzo racconta:
“Egomostro è una delle due canzoni in cui avrei tanto voluto che suonasse James Senese.
Purtroppo non ce l'abbiamo fatta, ma spero di riuscire a coinvolgerlo in futuro. Al suo posto abbiamo deciso di usare dei fiati finti cercando esaltare proprio questo aspetto, un po' come avviene nelle produzioni di Omar Souleyman”.

Anche nel resto dell'album, le collaborazioni hanno seguito una logica ben precisa: nessuna caccia al featuring o al nome noto da avere a tutti i costi, ma molti musicisti eccellenti come Vincenzo Vasi, Fabio Rondanini e Alfio Antico che hanno interagito in maniera organica con la squadra formata da Colapesce per questo nuovo album: Mario Conte, Giuseppe Sindona e Alfredo Maddaluno.

Artista: 

Colapesce

Genere: 

pop